You are browsing the archive for motocicletta.

Sei come la mia moto

July 21, 2012 in Libri

Recensione del libro “Sei come la mia moto”

Il titolo riconduce subito i nostri pensieri al famoso brano del 1989 di Lorenzo Cherubini (aka Jovanotti) che narra il rapporto del, all’epoca, giovanissimo cantante e della sua motocicletta. Questo rapporto tra uomini e motociclette è, infatti, il tema principale dei sette racconti contenuti nel libro “Sei come la mia moto”. Storie brevi, impregnate di chilometri, di ricordi, di lacrime, di sorrisi e di passioni, con protagonisti, loro, i motociclisti e le loro fidate compagne, le motociclette. I racconti sono molto diversi tra loro e si passa da narrazioni di amicizia e solidarietà, a storie romantiche on the road, da aneddoti da motociclisti da bar in attesa del prossimo sorpasso, a racconti contraddistinti dai rapporti umani e dall’affetto genitori-figli. La scrittura dei diversi racconti porta ad una lettura scorrevole e veloce, che non stanca ed appassiona.
Un libro dunque piacevole e diretto che per sua natura, non vuole essere una sorta di trattato filosofico alla Pirsig o un diario di viaggio alla Bettinelli. Assolutamente consigliato, dunque, per chi cerca un ottimo libro da assaporare in spiaggia, sotto l’ombrellone, o all’imbrunire, seduti vicino alla propria moto immersi nell’evocatività di una sera autunnale.

Di seguito i dati del libro:

Titolo Sei come la mia moto
Editore 80144 Edizioni http://www.80144edizioni.it/
Data uscita 30/05/2012
Pagine 160
Lingua Italiano
EAN 9788897203070

Sei come la mia moto 80144 edizioni


Honda Silver Wing 400 scooter tuttofare

January 31, 2012 in Articoli

L’Honda Silver Wing 400 è uno scooter a ruote alte (14 pollici all’anteriore e 13 al posteriore) prodotto dalla Honda. Il motore ha una cilindrata di 398cc, quattro tempi e 2 due cilindri paralleli. Il raffreddamento è a liquido e la potenza dichiarata è di 28 KW a 8000 giri. Anche la coppia è di tutto rispetto con un valore di 3.77 kgm (37 Nm) a 6500 giri. L’impianto frenante è affidato a due dischi, all’anteriore un 256mm e al posteriore un 240mm. Questa dotazione unita al sistema frenante combinato ( CBS ) e sistema frenante anti bloccaggio ( ABS ) garantisce ottimi spazi di arresto. Il peso è di 228kg e la sella bassa (740mm) aiuta anche nelle manovre da fermo. Il punto di forza di questo scooter è la versatilità: stabile alle alte velocità, comodo per i lunghi viaggi anche per il passeggero, agile in città e divertente se si osa uno sterrato poco impegnativo.
Il nostro amico Arnaldo ci consiglia come gomme le Michelin:
anteriore Pilot Sport sc Michelin 120-80-14
posteriore Pilot Sport sc Michelin 150-70-13

Affidabilità Honda e prezzo sotto i 6000 euro. Cosa volere di più da uno scooter?

Di seguito foto e video dell’ Honda Silver Wing di Arnaldo:

Honda Silver Wing 400


Il primo imbarazzo

October 30, 2011 in Articoli, La prima volta non si scorda mai

Ognuno di noi penso ricordi benissimo quel benedetto giorno. L’anno zero, l’inizio di tutto o l’inizio della fine. Semplicemente, la prima moto. Il percorso tortuoso dalla scelta all’acquisto, dai primi metri fino ad arrivare al primo imbarazzo. Personalmente, ero come una vergine, eccitata ma impaurita allo stesso tempo. Sarebbe stata la cosa giusta da fare? Me lo sono chiesto un milione di volte. Avrei fatto bene a bruciare quei pochi soldi sudati in fabbrica durante tutta l’estate per la moto, per entrare in un mondo a due ruote che ancora non sapevo bene cosa mi avrebbe riservato. Eppure quello che provavo con il cinquantino mi piaceva un sacco. Un mondo fatto di gincane con gli amici, di interminabili pomeriggi e di scontri risolti solo a sportellate, come se in palio ci fosse chissà quale titolo iridato. Tuttavia a quei tempi l’onore di poter dire “ti ho dato la biava” era come vincere un campionato mondiale. Un mondo che fino a quel momento era fatto di telai rigidi e di buche troppo profonde per non storgere un cerchio. Di marmitte roventi e conseguenti bruciature nascoste ad arte ai genitori. Di motori che per quanto modificati ancora non riuscivano a dare prestazioni tali da farti mollare l’acceleratore. Ero pronto a vivere quel mondo nella sua pienezza? Al solo pensiero di poterla cavalcare nelle assolate domeniche estive mi veniva l’acquolina in bocca. Entrare nel gruppo di amici che solitamente scomparivano nei migliori pomeriggi estivi lasciandomi solo, a girovagare per strade inutili, con il mio piaggio ciao e un motore che di emozioni vere era ben avaro.

Ricordo perfettamente, quando avvisai chi di dovere che cercavo “qualcosa”. Dopo pochi giorni il classico amico trafficone che conosce tutti mi telefona per segnalarmi un affare! Il cuore mi sobbalza, si riempie di timore, ma non esita. “Quando passi che andiamo a vederla” fu la mia pronta risposta!
Cosi nel giro di qualche ora mi ritrovavo a casa del venditore che cercava di ammaliarmi elencando tutte le capacità e la bontà del mezzo, lo descriveva come se non ci fosse miglior affare da concludere al mondo. Cosa strana ricordo che continuava a sottolineare le doti estetiche, senza per nulla accennare a caratteristiche che riguardassero telaio sospensioni e ancor peggio motore. Tuttavia per mia fortuna ero accompagnato dal sempre presente amico che di moto se ne intende. Dopo averla provata mi sussurò, “vai tranquillo, tutto apposto !”. A quel punto ci pensai un attimo, le idee si affollavano in mente e valutare razionalmente diventava sempre più difficile, allora chiusi gli occhi e senza pensarci troppo dissi il mio primo SI! Ero diventato proprietario di una fantastica honda cr 125 del 1994. Qualche giorno dopo d’accordo con il solito amico andai a prenderla e chiesi a lui stesso di portarmela fino a casa. Lo aspettavo con ansia davanti al cancelletto di casa mia e quando arrivò mi sentii subito rinfrancato. Spense il motore, mi guardo e per la prima volta mi diede la mia moto.

Non ricordo di preciso cosa feci in quegli istanti ma ricordo molto bene cosa successe una decina di minuti dopo. Prima di riporre nel garage la mia nuova conquista bisognava togliersi lo sfizio. Bisognava farla urlare un po’. Pigiai forte il piede sulla pedalina, il motore si avviò e con non poca timore imboccai una piccola strada bianca. Il tiro del motore sembrava regolare anche se fin da subito mi accorsi che qualche buco ai bassi dovuto alla carburazione guastava un po’ la festa. Ad un certo punto arrivai ad un bivio, scalai in prima e con il motore quasi al minimo svoltai entrando in un bel prato verde. Era estate, il caldo e le poche pioggie avevano reso l’erba più diradata e il terreno duro e compatto, adatto per dare trazione alla mia bella gomma tassellata. In quel momento procedendo quasi a passo d’uomo in prima marcia non so cosa mi prese, ma volli arrivare subito fino in fondo. Non volevo tornare a casa senza aver sentito il brivido, così, fui subito accontentato. Affondai con incoscienza la manetta del gas e in un primo istante la risposta fu, dato il problema di carburazione, un po’ incerta. Ben presto all’incertezza iniziale subentrò un irruenza a me sconosciuta. Un grido di motore a due tempi mi scuarciò la testa. I giri andarono subito alle stelle e la ruota anteriore puntò subito il cielo lasciandomi quasi appeso al manubrio. Chiusi il gas e solo per pura fortuna riuscii a non cadere. Pensando mi resi subito conto di una cosa: mi ero imbarazzato per la prima volta!

BANCHIERE