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Honda Silver Wing 400 scooter tuttofare

January 31, 2012 in Articoli

L’Honda Silver Wing 400 è uno scooter a ruote alte (14 pollici all’anteriore e 13 al posteriore) prodotto dalla Honda. Il motore ha una cilindrata di 398cc, quattro tempi e 2 due cilindri paralleli. Il raffreddamento è a liquido e la potenza dichiarata è di 28 KW a 8000 giri. Anche la coppia è di tutto rispetto con un valore di 3.77 kgm (37 Nm) a 6500 giri. L’impianto frenante è affidato a due dischi, all’anteriore un 256mm e al posteriore un 240mm. Questa dotazione unita al sistema frenante combinato ( CBS ) e sistema frenante anti bloccaggio ( ABS ) garantisce ottimi spazi di arresto. Il peso è di 228kg e la sella bassa (740mm) aiuta anche nelle manovre da fermo. Il punto di forza di questo scooter è la versatilità: stabile alle alte velocità, comodo per i lunghi viaggi anche per il passeggero, agile in città e divertente se si osa uno sterrato poco impegnativo.
Il nostro amico Arnaldo ci consiglia come gomme le Michelin:
anteriore Pilot Sport sc Michelin 120-80-14
posteriore Pilot Sport sc Michelin 150-70-13

Affidabilità Honda e prezzo sotto i 6000 euro. Cosa volere di più da uno scooter?

Di seguito foto e video dell’ Honda Silver Wing di Arnaldo:

Honda Silver Wing 400


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by Arnaldo

La prima volta su due ruote di Arnaldo

December 17, 2011 in La prima volta non si scorda mai

Ciao tutti, mi chiamo Bruschi Arnaldo: la mia prima volta che ho avuto un mezzo a 2 ruote a motore era una vespa a 3 marce a 14 anni, andavo al campo da cross,
potete immaginare che combinavo , vi ho detto tutto.
Poi un giorno mio padre mi comprò un SI Piaggio , solo per un motivo ,il motivo è questo, facevo l’auto stop per andare a trovare la mia ragazza che adesso è diventata
mia moglie.
Come sapete tutti fare l’autostop ti può capitare qualsiasi cosa, quello che mi è successo e stato di incontrare delinquenti , transessuali e Gay ,
la mia fortuna è che non mi è mai successo niente,meno male , i miei genitori erano contrario alle 2 ruote .Un giorno mi sposo, abbiamo avuto 2 figli, al primo figlio gli ho fatto uno scooter honda pantheon 125. aveva 17 anni ,un giorno lo prendo per farmi un giro , era meglio che lo lasciavo a casa ,dopo una doppia curva presi delle toppette di fango che lasciano i trattori ,sicuramente avete capito che abito in campagna ,
riprendo il discorso, di nuovo , presi quelle toppette di fango e esco fuori strada a 20 kh. ,riesco ad rientrare ma !! succede che la fanga che stava sul bordo stradale
nascondeva uno scalino di 30 cm. ,a questo punto lo scooter si punto nello scalino, la botta che ho preso tirò giù l’acceleratore ,lo scooter si impenno sulla strada ,
io casco per terra e sbatto la testa come se fosse un pallone, e arrivo nell’altro lato del bordo stradale, al momento che mi fermo sdraiato in terra
lo scooter mi casca sul ginocchio ,in conclusione, i danni sono ginocchio rotto , lacerazione zigomo , il mento mi si è aperto senza rompersi la mandibola,
la mia fortuna è stato perchè avevo il ( CASCO ) . nel 2009 mi sono comprato uno scooter Honda ,Silver wing 400 bicilindrico ,
dopo una settimana che ho preso questo scooter ho scoperto la moto ,peccato tornassi indietro va be pazienza , mica mi sono scoraggiato.
A questo punto parto vado a ,Porta portese a Roma , mi compro le valige il completo per mia moglie tra giacca e pantaloni e partiamo per la Germania
adesso sapete la mia storia delle 2 ruote .

honda silver wing 400


Il primo imbarazzo

October 30, 2011 in Articoli, La prima volta non si scorda mai

Ognuno di noi penso ricordi benissimo quel benedetto giorno. L’anno zero, l’inizio di tutto o l’inizio della fine. Semplicemente, la prima moto. Il percorso tortuoso dalla scelta all’acquisto, dai primi metri fino ad arrivare al primo imbarazzo. Personalmente, ero come una vergine, eccitata ma impaurita allo stesso tempo. Sarebbe stata la cosa giusta da fare? Me lo sono chiesto un milione di volte. Avrei fatto bene a bruciare quei pochi soldi sudati in fabbrica durante tutta l’estate per la moto, per entrare in un mondo a due ruote che ancora non sapevo bene cosa mi avrebbe riservato. Eppure quello che provavo con il cinquantino mi piaceva un sacco. Un mondo fatto di gincane con gli amici, di interminabili pomeriggi e di scontri risolti solo a sportellate, come se in palio ci fosse chissà quale titolo iridato. Tuttavia a quei tempi l’onore di poter dire “ti ho dato la biava” era come vincere un campionato mondiale. Un mondo che fino a quel momento era fatto di telai rigidi e di buche troppo profonde per non storgere un cerchio. Di marmitte roventi e conseguenti bruciature nascoste ad arte ai genitori. Di motori che per quanto modificati ancora non riuscivano a dare prestazioni tali da farti mollare l’acceleratore. Ero pronto a vivere quel mondo nella sua pienezza? Al solo pensiero di poterla cavalcare nelle assolate domeniche estive mi veniva l’acquolina in bocca. Entrare nel gruppo di amici che solitamente scomparivano nei migliori pomeriggi estivi lasciandomi solo, a girovagare per strade inutili, con il mio piaggio ciao e un motore che di emozioni vere era ben avaro.

Ricordo perfettamente, quando avvisai chi di dovere che cercavo “qualcosa”. Dopo pochi giorni il classico amico trafficone che conosce tutti mi telefona per segnalarmi un affare! Il cuore mi sobbalza, si riempie di timore, ma non esita. “Quando passi che andiamo a vederla” fu la mia pronta risposta!
Cosi nel giro di qualche ora mi ritrovavo a casa del venditore che cercava di ammaliarmi elencando tutte le capacità e la bontà del mezzo, lo descriveva come se non ci fosse miglior affare da concludere al mondo. Cosa strana ricordo che continuava a sottolineare le doti estetiche, senza per nulla accennare a caratteristiche che riguardassero telaio sospensioni e ancor peggio motore. Tuttavia per mia fortuna ero accompagnato dal sempre presente amico che di moto se ne intende. Dopo averla provata mi sussurò, “vai tranquillo, tutto apposto !”. A quel punto ci pensai un attimo, le idee si affollavano in mente e valutare razionalmente diventava sempre più difficile, allora chiusi gli occhi e senza pensarci troppo dissi il mio primo SI! Ero diventato proprietario di una fantastica honda cr 125 del 1994. Qualche giorno dopo d’accordo con il solito amico andai a prenderla e chiesi a lui stesso di portarmela fino a casa. Lo aspettavo con ansia davanti al cancelletto di casa mia e quando arrivò mi sentii subito rinfrancato. Spense il motore, mi guardo e per la prima volta mi diede la mia moto.

Non ricordo di preciso cosa feci in quegli istanti ma ricordo molto bene cosa successe una decina di minuti dopo. Prima di riporre nel garage la mia nuova conquista bisognava togliersi lo sfizio. Bisognava farla urlare un po’. Pigiai forte il piede sulla pedalina, il motore si avviò e con non poca timore imboccai una piccola strada bianca. Il tiro del motore sembrava regolare anche se fin da subito mi accorsi che qualche buco ai bassi dovuto alla carburazione guastava un po’ la festa. Ad un certo punto arrivai ad un bivio, scalai in prima e con il motore quasi al minimo svoltai entrando in un bel prato verde. Era estate, il caldo e le poche pioggie avevano reso l’erba più diradata e il terreno duro e compatto, adatto per dare trazione alla mia bella gomma tassellata. In quel momento procedendo quasi a passo d’uomo in prima marcia non so cosa mi prese, ma volli arrivare subito fino in fondo. Non volevo tornare a casa senza aver sentito il brivido, così, fui subito accontentato. Affondai con incoscienza la manetta del gas e in un primo istante la risposta fu, dato il problema di carburazione, un po’ incerta. Ben presto all’incertezza iniziale subentrò un irruenza a me sconosciuta. Un grido di motore a due tempi mi scuarciò la testa. I giri andarono subito alle stelle e la ruota anteriore puntò subito il cielo lasciandomi quasi appeso al manubrio. Chiusi il gas e solo per pura fortuna riuscii a non cadere. Pensando mi resi subito conto di una cosa: mi ero imbarazzato per la prima volta!

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