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by Arnaldo

La prima volta su due ruote di Arnaldo

December 17, 2011 in La prima volta non si scorda mai

Ciao tutti, mi chiamo Bruschi Arnaldo: la mia prima volta che ho avuto un mezzo a 2 ruote a motore era una vespa a 3 marce a 14 anni, andavo al campo da cross,
potete immaginare che combinavo , vi ho detto tutto.
Poi un giorno mio padre mi comprò un SI Piaggio , solo per un motivo ,il motivo è questo, facevo l’auto stop per andare a trovare la mia ragazza che adesso è diventata
mia moglie.
Come sapete tutti fare l’autostop ti può capitare qualsiasi cosa, quello che mi è successo e stato di incontrare delinquenti , transessuali e Gay ,
la mia fortuna è che non mi è mai successo niente,meno male , i miei genitori erano contrario alle 2 ruote .Un giorno mi sposo, abbiamo avuto 2 figli, al primo figlio gli ho fatto uno scooter honda pantheon 125. aveva 17 anni ,un giorno lo prendo per farmi un giro , era meglio che lo lasciavo a casa ,dopo una doppia curva presi delle toppette di fango che lasciano i trattori ,sicuramente avete capito che abito in campagna ,
riprendo il discorso, di nuovo , presi quelle toppette di fango e esco fuori strada a 20 kh. ,riesco ad rientrare ma !! succede che la fanga che stava sul bordo stradale
nascondeva uno scalino di 30 cm. ,a questo punto lo scooter si punto nello scalino, la botta che ho preso tirò giù l’acceleratore ,lo scooter si impenno sulla strada ,
io casco per terra e sbatto la testa come se fosse un pallone, e arrivo nell’altro lato del bordo stradale, al momento che mi fermo sdraiato in terra
lo scooter mi casca sul ginocchio ,in conclusione, i danni sono ginocchio rotto , lacerazione zigomo , il mento mi si è aperto senza rompersi la mandibola,
la mia fortuna è stato perchè avevo il ( CASCO ) . nel 2009 mi sono comprato uno scooter Honda ,Silver wing 400 bicilindrico ,
dopo una settimana che ho preso questo scooter ho scoperto la moto ,peccato tornassi indietro va be pazienza , mica mi sono scoraggiato.
A questo punto parto vado a ,Porta portese a Roma , mi compro le valige il completo per mia moglie tra giacca e pantaloni e partiamo per la Germania
adesso sapete la mia storia delle 2 ruote .

honda silver wing 400


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by andrea

La mia prima volta

October 31, 2011 in Articoli, La prima volta non si scorda mai

Prima di iniziare volevo ringraziare Michele per aver scritto il suo stupendo articolo riguardante la prima volta, perchè scrivendo a mia volta la mia prima volta ho ricordato momenti passati che mi hanno reso realmente felice, che mi hanno segnato molto e reso quello che sono ora, un ragazzo qualunque con la passione per la moto, quindi grazie ancora Mike. ; ) Mi scuso inoltre per la lunghezza dell’articolo.
La mia prima volta?? Domanda facile ma non per me, perchè sinceramente, non so da quale prima volta incominciare, questo perchè ho avuto la fortuna di avere un padre biker che mi ha trasmesso la passione per le moto e quindi posso iniziare scrivendo che la mia prima volta è stata quando andavo alle elementari, chiaro non guidavo io però voglio ricordare quel momento perchè è da li che forse è iniziato tutto o per lo meno mi ricordo di quel periodo quando mio padre mi portava in moto a scuola con la sua Honda cb 400 e in giri più lunghi nei weekend…ragazzi che spasso mi sono sempre sentito bene in sella non avevo paura anzi mi sentivo a mio agio e il suono del quattro cilindri mi rilassava un casino!!! Per non parlare dell’odore dell’imbottitura del casco che sapeva di vissuto era buonissimo,così come il profumo della benzina che veniva messa nel serbatoio per il pieno. Tutte quelle spie colorate, la lancetta della moto che andava su e giù accompagnata dall’urlo del 400 e il ticchettio del motore una volta fermo, l’odore di benzina/copertoni/terminali roventi…haaaaaaa che mix di EMOZIONI bei tempi quelli. Purtroppo col tempo la mitica 400 fece posto a un altra Honda 400 XL questa volta però un enduro gigantesco tutto rosso che poi a sua volta si fece una pennichella di diversi anni in cantina per via di un altra Honda questa volta una Hornet’s 600 blu elettrica, più tecnologica più cattiva e più sportiva!!!
Io in quel periodo andavo alle superiori e il mio mezzo era il Gilera Stalker (condiviso con mio fratello)straoriginale con una marmitta catalitica che puzzava da morire e snobbata da tutti perchè appunto originale (anche se nel meduna dava biava a tutti i ciao,zip,bravo modificati Polini Malossi grazie alle ruotone tassellate) però ero un felice sognatore proprio come adesso e il mio sogno era quello di avere anche io una moto seria, una moto che potesse farmi vivere tutte le emozioni che aveva fatto vivere ai protagonisti del libro” Corri fiero vivi libero” di Sonny Barger libro che mi aveva segnato parecchio. Così oltre a frequentare la scuola guida mi esercitavo con la XL che era stata fatta riposare in cantina per 4 anni.
La mia Seconda/Prima volta la ricordo così: ero nel cortile di casa con lei parcheggiata in mezzo li tutta rossa alta dannatamente alta per un bocia alto un metro e 50,pensavo ora tocca a me,oggi è IL Giorno. Deciso mi arrampicai sulla moto era alta e enorme se messa in confronto allo Stalker ma ero gasato e seguendo i consigli di mio padre caricai il kick start (altro che accensione elettrica) e niente…riprovai niente, riprovai niente ancora non voleva svegliarsi, ma alla decima volta si sveglio eccome!!! Scalpitava come una iena e ruggiva come un leone,un sorriso a 56 denti si fece presente sul mio faccino “OK ORA VIA IL CAVALLETTO INGRANO LA PRIMA E VIA VERSO LA CONQUISTA DEL MONDO!!……no.. non fu proprio così visto che mollata la frizione la moto si spense hahaha questa litania durò tutta la mattinata e per farla breve verso domenica sera iniziai già a avere confidenza con la walkiria rossa che mi fece vivere bei momenti all’interno della villa disabitata dove tra derapate e accelerate bestiali mi sbizzarrivo con la fantasia dove, immaginavo di essere un biker superduro o di aver girato il mondo……..che mona vero??
Questa è stata la mia Prima/Seconda volta ma la terza prima volta fu quella che ritengo più bella quella che mi porterò per sempre nel cuore visto che mi ha aperto la strada e fatto vivere sul serio tante avventure, la ricordo così: I giorni passavano tra studio, giro in sella allo scooter, giro in moto e lezioni di scuola guida,insomma non mi annoiavo affatto ma alla fine arrivò quel giorno dove in un caldo Aprile verso le 7 di sera appena uscito da scuola guida arrivai a casa accompagnato dai miei genitori, una volta dentro il portico mio padre mi disse Andrea mi vai a prendere il casco della moto che l’ho dimenticato nel box? ok vado verso il box anche un pò seccato sinceramente, tiro su la porta e…………..due moto dentro il box?? affianco alla Honda del papi vedo un altra moto, era li, nera, cattiva, molto grande rispetto allo Stalker, con le marmitte cromate,specchietti cromati filtro aria cromato, parafanghi avvolgenti neri come la morte,un bicilindrico bello grande a vista con tanto di radiatore per raffreddamento era un Honda Shadow custom 125 stile Sonny Barger proprio come la desideravo insomma l’ Harley di noi 16enni.
Rimasi come un coglione per circa 10 minuti con la bocca aperta, le gambe che mi tremavano dall’emozione e più cercavo di tenerle ferme più si agitavano,non capivo se era mia o di qualche amico di mio padre, ero in preda a un mix di espressioni innaturali e emozioni contrastanti e voltandomi verso il portico vidi i miei genitori felici che mi sorridevano e li iniziai a capire che il mio sogno era li a due passi da me parcheggiato nel box, che era tutto vero e sopratutto tutto mio!!!
Io ancora li come un mona shoccato per la meravigliosa sorpresa, ancora incredulo a fissarla, come neanche un maniaco potrebbe mai fissare, ci salii sopra e che dire ragazzi non si può descrivere, mi veniva da piangere a momenti, quella sera ero ufficialmente il ragazzo più felice della terra e la mia mitica Shadow mi è stata sempre vicina sia con il freddo che con la pioggia e una volta anche con la neve, abbiamo vissuto belle avventure proprio come nel libro di Sonny. Ero felice anche perchè avevo un estate da conquistare logicamente in sella alla mia prima RAGAZZA!!!! LA MIA PICCOLA!!!!!!!!
E’ proprio vero la prima volta non si scorda mai e non si scordano neanche i bei momenti passati con lei e quelli brutti in cui in preda a cattivi voti,brutti pensieri,le tantissime tragedie amorose,in quei momenti in cui ero triste e avvilito io ho avuto la fortuna di avere lei al mio fianco che mi aiutava a superarli, è stata il mio migliore amico, quello che sa tutto di te sa cosa pensi e a cui dici tutto, è stata la mia donna che trattavo,accudivo e servivo scrupolosamente,lavandola,proteggendola dalla pioggia sotto i porticati, curandola con i tagliandi mettendole il bloccadisco per non farla scappare tutto questo per ben 5 anni .
Ragazzi che dire fino ad ora me la sono goduta alla grande in fatto di moto e posso dire di aver avuto come minimo 5 Prime Volte con moto differenti e con ognuna ho avuto sempre un’emozione diversa e bellissima nonostante si trattasse del solito “mezzo” della solita “routine”.
Vorrei ringraziare per tutto questo mio padre che mi ha trasmesso la sua passione e le sue esperienze, mi ha dato la possibilità di guidare tutte le sue moto (non so quanti padri avrebbero lasciato una hornet’s 600 e le altre moto a un bocia) e ringraziarlo inoltre per aver comprato il libro di Sonny Barger,libro che mi ha fatto scattare la molla, che ha innescato in me la voglia di guidare la moto e di non essere solo il passeggero quindi grazie Papà grazie Sonny e grazie anche a tutte voi belle fanciulle: HONDA CB 400,HONDA XL 400,HONDA HORNET’S 600,HONDA SHADOW 125,YAMAHA DRAGSTER 600, HARLEY DAVIDSON DYNA SUPERGLIDE 1600,TRIUMPH STREET TRIPLE 675,TRIUMPH BONNEVILLE 865,TRIUMPH THRUXTON 865.

Andrea McQueen


Il primo imbarazzo

October 30, 2011 in Articoli, La prima volta non si scorda mai

Ognuno di noi penso ricordi benissimo quel benedetto giorno. L’anno zero, l’inizio di tutto o l’inizio della fine. Semplicemente, la prima moto. Il percorso tortuoso dalla scelta all’acquisto, dai primi metri fino ad arrivare al primo imbarazzo. Personalmente, ero come una vergine, eccitata ma impaurita allo stesso tempo. Sarebbe stata la cosa giusta da fare? Me lo sono chiesto un milione di volte. Avrei fatto bene a bruciare quei pochi soldi sudati in fabbrica durante tutta l’estate per la moto, per entrare in un mondo a due ruote che ancora non sapevo bene cosa mi avrebbe riservato. Eppure quello che provavo con il cinquantino mi piaceva un sacco. Un mondo fatto di gincane con gli amici, di interminabili pomeriggi e di scontri risolti solo a sportellate, come se in palio ci fosse chissà quale titolo iridato. Tuttavia a quei tempi l’onore di poter dire “ti ho dato la biava” era come vincere un campionato mondiale. Un mondo che fino a quel momento era fatto di telai rigidi e di buche troppo profonde per non storgere un cerchio. Di marmitte roventi e conseguenti bruciature nascoste ad arte ai genitori. Di motori che per quanto modificati ancora non riuscivano a dare prestazioni tali da farti mollare l’acceleratore. Ero pronto a vivere quel mondo nella sua pienezza? Al solo pensiero di poterla cavalcare nelle assolate domeniche estive mi veniva l’acquolina in bocca. Entrare nel gruppo di amici che solitamente scomparivano nei migliori pomeriggi estivi lasciandomi solo, a girovagare per strade inutili, con il mio piaggio ciao e un motore che di emozioni vere era ben avaro.

Ricordo perfettamente, quando avvisai chi di dovere che cercavo “qualcosa”. Dopo pochi giorni il classico amico trafficone che conosce tutti mi telefona per segnalarmi un affare! Il cuore mi sobbalza, si riempie di timore, ma non esita. “Quando passi che andiamo a vederla” fu la mia pronta risposta!
Cosi nel giro di qualche ora mi ritrovavo a casa del venditore che cercava di ammaliarmi elencando tutte le capacità e la bontà del mezzo, lo descriveva come se non ci fosse miglior affare da concludere al mondo. Cosa strana ricordo che continuava a sottolineare le doti estetiche, senza per nulla accennare a caratteristiche che riguardassero telaio sospensioni e ancor peggio motore. Tuttavia per mia fortuna ero accompagnato dal sempre presente amico che di moto se ne intende. Dopo averla provata mi sussurò, “vai tranquillo, tutto apposto !”. A quel punto ci pensai un attimo, le idee si affollavano in mente e valutare razionalmente diventava sempre più difficile, allora chiusi gli occhi e senza pensarci troppo dissi il mio primo SI! Ero diventato proprietario di una fantastica honda cr 125 del 1994. Qualche giorno dopo d’accordo con il solito amico andai a prenderla e chiesi a lui stesso di portarmela fino a casa. Lo aspettavo con ansia davanti al cancelletto di casa mia e quando arrivò mi sentii subito rinfrancato. Spense il motore, mi guardo e per la prima volta mi diede la mia moto.

Non ricordo di preciso cosa feci in quegli istanti ma ricordo molto bene cosa successe una decina di minuti dopo. Prima di riporre nel garage la mia nuova conquista bisognava togliersi lo sfizio. Bisognava farla urlare un po’. Pigiai forte il piede sulla pedalina, il motore si avviò e con non poca timore imboccai una piccola strada bianca. Il tiro del motore sembrava regolare anche se fin da subito mi accorsi che qualche buco ai bassi dovuto alla carburazione guastava un po’ la festa. Ad un certo punto arrivai ad un bivio, scalai in prima e con il motore quasi al minimo svoltai entrando in un bel prato verde. Era estate, il caldo e le poche pioggie avevano reso l’erba più diradata e il terreno duro e compatto, adatto per dare trazione alla mia bella gomma tassellata. In quel momento procedendo quasi a passo d’uomo in prima marcia non so cosa mi prese, ma volli arrivare subito fino in fondo. Non volevo tornare a casa senza aver sentito il brivido, così, fui subito accontentato. Affondai con incoscienza la manetta del gas e in un primo istante la risposta fu, dato il problema di carburazione, un po’ incerta. Ben presto all’incertezza iniziale subentrò un irruenza a me sconosciuta. Un grido di motore a due tempi mi scuarciò la testa. I giri andarono subito alle stelle e la ruota anteriore puntò subito il cielo lasciandomi quasi appeso al manubrio. Chiusi il gas e solo per pura fortuna riuscii a non cadere. Pensando mi resi subito conto di una cosa: mi ero imbarazzato per la prima volta!

BANCHIERE