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Social network per motociclisti: bikersonweb.com

August 24, 2011 in Articoli, Presentazioni

Cos’è bikersonweb.com? bikersonweb.com è un social network, ovvero una rete sociale.
Wikipedia, all’indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale, riporta: “Una rete sociale(in inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari”.

bikersonweb.com è proprio questo, è una rete sociale di un gruppo di persone accomunate dalla passione per la motocicletta.

 

Il canale di comunicazione in questo caso è internet e il sito bikersonweb.com non è un semplice portale o blog che parla di moto, ma un vero e proprio luogo di ritrovo virtuale.

All’interno del sito infatti si può creare il proprio profilo, caricare immagini, chattare, organizzare giri in moto, eventi e motoraduni, conoscere nuovi motociclisti, scrivere articoli, creare gruppi, inserire il proprio motoclub, scrivere diari di viaggio e tanto altro essendo in continuo sviluppo.

 

Per entrare a far parte di bikersonweb.com è sufficiente registrarsi alla pagina http://www.bikersonweb.com/register/ e controllare la propria email con il link per attivare il proprio utente. Dopo aver attivato il proprio utente si può subito interagire con il sito e con gli altri motociclisti del sito. In pochi minuti si possono quindi conoscere nuovi motociclisti, organizzare uscite in moto o eventi con pochi click, ma anche chattare o inserire articoli e curiosità dal mondo delle due ruote.

Questo è bikersonweb.com, il social network per motociclisti.

BikersOnWeb

 

 

 


In moto tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia Ep.1

August 22, 2011 in Articoli, Diari di viaggio

Domenica in moto tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia.

Domenica 21 agosto, ore 14.00:  la temperatura è nettamente sopra i 30 gradi, l’afa affatica il respiro  e le strade sono quasi deserte. Incomincio la vestizione come da rituale: stivali in pelle, pantaloni da moto e giacca seguiti da sottocasco (fortunatamente in leggera seta), casco e guanti. Dopo pochi istanti mi chiedo chi me lo fa fare…ma giro la chiave, premo il pulsante di accensione vicino all’acceleratore e mi dimentico del caldo che lentamente mi sta giĂ  logorando corpo e mente.

Superata la citta di Udine seguo per Cividale del Friuli. Vi consiglio di fermarvi a Cividale in quanto è una graziosa “piccola cittĂ ” fondata da Giulio Cesare e fu la capitale longobarda del Friuli. Qui si può visitare l’Ipogeo celtico, il Tempietto longobardo, il Ponte del Diavolo sul fiume Natisone, i palazzi medievali e il Duomo.

Dopo Cividale continuo per San Pietro al Natisone, Pulfero e infine entro in Slovenia.

Subito prima di Kobarid, lungo la strada trovo una sorta di “spiaggia” turistica sul fiume con tanto di baretto di legno, musica, campi da beach volley e da basketball. Vedo molte persone così incuriosito mi fermo a prendere una bibita fresca. Potete anche provare la Coca-Cola locale chiamata Cockta, molto piĂą dolce e “caramellosa” di quella originale. Rinfrescato da quei pochi minuti di relax, riparto di buon ritmo.

In pochi kilometri sono a Kobarid (Caporetto). Anche qui ci si può fermare per una visita alla cittadina, dove non manca la possibilità di fare escursioni organizzate o rafting sul fiume Isonzo.

Dopo Kobarid proseguo per Bovec. In questo tratto si viene inebriati dai profumi dei piatti tipici locali provenienti dalle molte gostilna, ovvero le tipiche trattorie slovene. Nei pressi di Bovec si possono scegliere due strade: la prima porta a Predel (Italia), la seconda a Kranjska Gora (Slovenia). Se scegliete la seconda preparatevi a fare un bel pò di tornanti, ma i paesaggi mozzafiato che inconterete ripagheranno i vostri sforzi da piloti. Vi ricordo,  se scegliete la seconda opzione, di controllare che la strada sia effettivamente aperta perchè potreste trovarvi, dopo decine di kilometri in motocicletta, una imperiosa sbarra di metallo con scritto “stop” in rosso e bianco e dovrete tornare indietro (ovviamente quella sbarra di metallo e quella scritta STOP l’ho impressa nella mia mente da Marzo dell’anno scorso!…ma questa è un’altra storia.) In Primavera ed Estate non ci dovrebbero essere problemi e la strada dovrebbe essere aperta.

Io però questa volta opto per prendere la strada per Predel. L’asfalto potrebbe essere migliore, ma i paesaggi mi fanno comunque tenere un’andatura lenta. In questa parte di percorso troverete anche alcune rovine di forti che vi consiglio di esplorare se avrete tempo. Continuando ancora sulla strada principale e subito dopo il confine tra Slovenia e Italia troverete a darvi il benvenuto il lago del Predel dove una sosta è d’obbligo, sia per fare foto che per un bagnetto. Anche qui trovo molte persone, da gruppi di ragazzi a intere famiglie. Qui scambio due chiacchiere con un anziano abitante del posto che mi consiglia di prendere la strada per Sella Nevea. Ascolto il suo consiglio ma prima mi dirigo a Cave del Predel a fare qualche foto. Poi torno indietro e seguo per Sella Nevea. Anche qui i bei paesaggi non mancano, infatti mi imbatto in una piccola cascata naturale. Da Sella Nevea seguo per Chiusaforte e Resiutta e poi continuo per Udine.

Il percorso è uno dei miei preferiti dal punto di vista paesaggistico e i luoghi che oltrepasso in moto sono riassunti di seguito:

-Udine-Cividale-San Pietro al Natisone-Pulfero

Entro in Slovenia:

-Kobarid-Bovec

Ritorno in Italia:

-Lago del Predil (da qui breve tappa a Cave del Predil)-Sella Nevea-Chiusaforte-Resiutta-Venzone-Tarcento-Udine.

Km circa 200-250.

 

 

Ricordo che questo è l’itinerario “breve”. La versione piĂą lunga, piĂą impervia, piĂą emozionante che porta fino a Kranjska Gora, richiede di partire da Udine la mattina (tempo permettendo potrebbe essere il viaggietto del prossimo weekend in moto).

BikersOnWeb

 


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by niki

E tu, credi ancora alle favole?

August 20, 2011 in Articoli, Diari di viaggio

Una domenica di ricordi in moto, tra passato e presente ma soprattutto boschi e laghi da favola.

La partenza è mattutina, anzi considerando che è una domenica di agosto, per noi è l’alba. Alle 9:00 siamo già in strada, da Sarzana direzione Pontremoli; si oltrepassa il centro proseguendo verso il Passo della Cisa, qualche curva poi, sulla destra, si imbocca il bivio per Pracchiola, da qui inizia la bella Valdantena (visitate: www.terredilunigiana.com).

Il paesaggio è molto piacevole, piccoli gruppi di case nella natura incontaminata, unica pecca il manto stradale, a tratti infatti è trascurato e bisogna fare attenzione alle buche.

Si sale verso il Passo del Cirone, da Pontremoli sono circa 20 km, un percorso forse  un po’ trascurato dai motociclisti ma che garantisce invece  uno spettacolo naturale unico.

Arrivati al Passo, che divide Toscana e Emilia, il versante parmense è altrettanto bello, se non più aperto, e la strada, al solito, migliora.

Scendendo dal Passo si entra, finalmente, nel Parco dei Cento Laghi, un bellissimo spicchio di Italia, costellato da laghi, boschi magnifici e culla di eccellenze gastronomiche locali: il Parmigiano Reggiano Dop e il Prosciutto di Parma Dop.

Proseguiamo per Lagdei,circa 10 km, direzione Lago Santo (www.lagosanto.net ); la strada è enduro “style”, la nostra piccina si trova a suo agio sullo sterrato che conduce al primo rifugio. Qui, uno spazio ordinato ed organizzato accoglie gli escursionisti: bar, ristorante, banchi con prodotti tipici, vendita di attrezzatura da trekking e materiale informativo.

Due i modi per raggiungere il Lago: 45 minuti di camminata o in seggiovia. Opto per la seconda, dato che non sono in tenuta da scarpinata, vado da sola perche lui sfoggia tutto il suo coraggio decidendo inderogabilmente di restare con i piedi per terra.

La salita in seggiovia ( a/r 7 €), dura circa 10-15 minuti e finché si sale tutto bene, un bel panorama, certo alla fine c’è un bel “muro “ di roccia ma tutto ok. Si arriva al Lago e lo scenario è davvero appagante, si può percorrere tutto il perimetro o scegliere di seguire uno dei tanti sentieri che lo costeggiano. Mi fermo una decina di minuti e mi godo il paesaggio da favola, qualche scatto, poi mi dirigo verso la seggiovia ignara che rimpiangerò la terra che poco fa avevo sotto i piedi.

Quel “muro” di roccia di cui parlavo all’andata è, adesso, una discesa verticale nel vuoto, una botta di adrenalina effetto luna park, senza le luci e la musica e il divertimento di quell’età, sono soltanto io, me e il panico…e per distrarmi, parlo da sola!

Arrivo a terra!!!

Riprendiamo la moto direzione Lagoni (www.rifugiolagoni.it) , 15 minuti di sterrato per raggiungere un altro bel Lago con rifugio ed area attrezzata. Qui, due signori del posto ci suggeriscono di proseguire oltre il lago, seguendo lo sterrato e di raggiungere Monchio delle Corti, oltre a rincuorarmi confermandomi che anche loro, due omoni emiliani ben piazzati, hanno avuto qualche problemino con la discesa in seggiovia.

Seguiamo il percorso indicato, lo sterrato è un po’ pesante, soprattutto per lui che in discesa fa un bel po’ di esercizio per tenere moto e zavorra…

Siamo soltanto noi e boschi, pascoli e…niente!!!Uno spettacolo.

La tappa Monchio-Trefiumi è, per me, d’obbligo, un tuffo nel passato, nei ricordi di quando i miei affittavano una casa e trascorrevo qui le vacanze con amichette al seguito. Ritrovo la casa e iniziano i racconti nostalgici, i 30 anni sono vicini, anzi vicinissimi, e si sentono tutti!

Comunque, nostalgia a parte, la zona merita e da Trefiumi  in dieci minuti raggiungiamo il Lago di Billano. Pausa pranzo e relax. Anche qui sottolineo pulizia e organizzazione: bagni pubblici, griglie a disposizione degli escursionisti, bar, spazio per le tende.

 

 

Ripartiamo direzione Castelnovo ne’ Monti, questa volta seguiamo la strada che passa proprio sotto la Pietra di Bismantova in direzione Gessi Triassici; spettacolari rocce, le più antiche dell’Appennino, che rendono unica la Val Secchia. Qui la strada è molto bella, ottimo asfalto, scenario spettacolare, insomma si può dare gas. Si sale e le curve meritano, così come il panorama con la Pietra di Bismantova in lontananza, la direzione è Villaminozzo per raggiungere il Passo delle Radici (circa 60 km).

Questo valico separa l’Emilia dalla Toscana e ci porta verso Castelnuovo Garfagnana, la strada è bella così come il paesaggio, due i borghi che meriterebbero una visita ma che per motivi di tempo rimandiamo al prossimo giro: San Pellegrino in Alpe ( www.sanpellegrinoinalpe.it) e Castiglione Garfagnana ( www.castiglionegarfagnana.info).

Da qui proseguiamo direzione Arni, sono circa 20 km , una strada bellissima lungo cui incontrerete il borgo di Isola Santa, sull’omonimo lago, e una serie di curve che richiamano moltissimi bikers (qui si può pernottare nelle tipiche case del borgo, disabitato per molti anni, oggi ristrutturato e aperto ai turisti, per info http://www.garfagnana.it/borgoisolasanta/index.html ).

Si raggiunge Arni, spettacolare località Apuana, dalle bianchissime cave di marmo, la strada ci porta verso il Passo del Vestito, che collega alla città di Massa, il valico toglie il fiato, la vista è stupenda, lo strapiombo sulle cave, poi il panorama sulla vallata fino al mare. (Arni-Massa 30 km).

Siamo al termine di questo lungo tour all’insegna della natura montana più varia che mi ha dato la possibilità, oltre che di conoscere nuovi splendidi paesaggi, di tornare indietro con il tempo, un tuffo nei ricordi reso unico dalle nostre fidate due ruote.

Colonna sonora: The Rolling Stones “Wild Horses”da “Sticky Fingers

Niki